La Storia

Brevi considerazioni sulla storia del Crais

 

Il Coordinamento delle strutture socio- pedagogiche della Provincia di Bolzano si costituisce alla fine degli anni 90 su iniziativa dei responsabili pedagogici delle diverse strutture

Sono soprattutto due le motivazioni che spingono a prendere l’iniziativa:

La necessità di migliorare la collaborazione in un settore che sta cambiando profondamente a seguito dell’istituzione dei servizi sociali territoriali (Comunità Comprensoriali)

e l’esigenza di concordare degli standard minimi nella gestione dei servizi sociopedagogici per rendere possibile un confronto e/o una differenziazione dell’offerta.

Fino a questo momento ogni organizzazione aveva operato per proprio conto, agendo un uguale livello di autonomia anche nei confronti del committente pubblico.

L’introduzione negli anni 90 del concetto di “filosofia di mercato“ in politica sociale, influenza chiaramente anche le politiche sociali in Alto Adige

e determina anche una situazione di concorrenza con i servizi sociali territoriali gestori di strutture.

Di fatto l’ ente pubblico, bandendo gare d’appalto finalizzate ad abbassare i costi più che a promuovere una positiva diversificazione tra servizi, li costringe ad un’insensata concorrenza.

Sempre di più le diverse offerte vengono confrontate e messe in concorrenza sia dai bandi d’appalto che dal moltiplicarsi dei servizi invianti (si passa da un solo servizio provinciale ad 8 Comunità Comprensoriali con, complessivamente, 24 distretti).

Tale processo rende necessaria  una  condivisione degli standard.

Da quel momento le tappe della collaborazione si susseguono rapidamente:

L’elaborazione di un documento in cui sono declinati una serie di standard di qualità, viene presentata al direttore della ripartizione „Politiche sociali“ nel 2001; tale documento diviene però “superato” col successivo avvio, da parte della stessa Ripartizione nel 2002, del Processo di Accreditamento a seguito di una precedente richiesta per un “catalogo delle prestazioni”.

Nel 2003,  assieme all’ “Ufficio Famiglia, donne, gioventù”vengono elaborati gli standard minimi per l’autorizzazione al funzionamento e per il calcolo delle rette per 4 tipologie di servizi (ratificati con decreto della giunta provinciale).

Questo lavoro sui criteri d’accreditamento sta tuttora proseguendo.

Nel 2006 il Crais procede all’elaborazione ed alla firma d’ un protocollo d’intesa da parte delle organizzazioni aggregate, a cui segue una presentazione al pubblico con una brochure.

Nello stesso anno viene rivendicata una soluzione per bambini ed adolescenti con disturbi psichiatrici.

Nel 2007 il CRAIS collabora alla riformula-zione del decreto della giunta provinciale che regola il permesso al funzionamento e al progetto di una nuova forma di accoglienza per minori con disagi psichiatrici.

In considerazione del moltiplicarsi delle tematiche che vanno a sovraccaricare l’ordine del giorno delle sedute plenarie del Crais, si rende necessaria un nuova modalità  di lavoro rispetto alla quale, dal 2007, la plenaria viene convocata ogni due mesi mentre su temi specifici  vengono costituiti dei gruppi di lavoro che si organizzano autonomamente secondo necessità.

In parallelo a  queste tappe fondamentali il CRAIS opera attivamente:

In incontri regolari con l’Ufficio 24.1, con i servizi sociali (specie con l’Azienda servizi sociali Bolzano) per discutere delle tematiche più urgenti: rette ed il loro calcolo, standard minimi, procedure di inserimento, accoglienze in emergenza, neuropsichiatria infantile, formazione del personale, pubbliche relazioni ...

Nel corso del tempo la collaborazione incontra dei momenti difficili ed a volte risulta impossibile trovare delle soluzioni soddisfacenti.

Per ovviare a queste problematiche il Crais rielabora il proprio assetto nel settembre 2010: ora i presidenti decidono di partecipare attivamente alle attività del Crais incontrandosi regolarmente e assumendo un ruolo più attivo nei riguardi dell’amministrazione provinciale